screen
30 07 2005
Software Art
di Cristiano Poian
"Nonostante siano trascorsi più di quarant'anni dalle prime sperimentazioni artistiche audiovisive realizzate al computer (Bruno Di Marino identifica Catalog di John Whitney come primo vero esperimento audiovisivo realizzato con l'elaboratore elettronico
), l'opera d'arte software continua ad essere oggetto misterioso, rilegato all'interno di oasi protette, destinato ad un pubblico esperto e tecnologicamente aggiornato, capace al massimo di suscitare una cauta curiosità da parte di mass media e operatori culturali. Questa trattazione intende analizzare nello specifico il funzionamento di alcuni peculiari testi audiovisivi software, per descrivere alcune delle caratteristiche principali di quella che definirò come semiosi digitale, nell'ottica di una ricerca attenta all'esame dei principi estetici alla base di un arte tecnologica, rizomatica e processuale.
Intendiamo con il termine software art l'arte (non necessariamente, ma quasi sempre audiovisiva) il cui materiale è fatto di istruzioni formalizzate in codice informatico (In questo intervento il termine software art verrà utilizzato in un'accezione allargata, comprendendo in esso le diverse sfere di produzione creativa sia online che offline basate sul processamento di dati da parte di computer). Tale codice non è soltanto strumento funzionale (come nella produzione multimediale), ma creazione artistica di per sé stesso. Come hanno fanno correttamente notare F. Cramer e U. Gabriel, la software art segna lo slittamento della visione artistica dal prodotto audiovisivo ai processi e ai sistemi che le soggiacciono: è questa strutturalità dell'oggetto software che segna una frattura radicale sia nelle modalità di produzione (sia tecnica che semiotica) dell'audiovisivo, sia nei canoni estetici che ne reggono la fruizione e la valutazione" (Cristiano Poian).
L'autore: Cristiano Poian è un giovane ricercatore videoludico. Nel 2001 ha conseguito la laurea con lode in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Trieste, con una tesi in Semiologia del Cinema dal titolo "Cinema e cyberspazio: le rappresentazioni di mondi virtuali nell'era della simulazione digitale". Attualmente è iscritto al secondo anno del Dottorato di Ricerca in Teoria, tecnica e restauro del cinema, della musica e dell'audiovisivo, presso il DAMS dell'Università degli Studi di Udine, con un progetto di ricerca sugli aspetti audiovisivi delle avanguardie artistiche della rete (dalla net.art al web cinema) e sull'estetica e poetica del codice digitale. Svolge attività didattica e seminariale presso il DAMS cinema, il Corso di Laurea in Relazioni Pubbliche e, da gennaio 2005, il master di secondo livello in Organizzazione e gestione di eventi dello spettacolo dell'Università di Udine. Dirige inoltre il nuovo laboratorio CREA new.media.lab, istituito presso il DAMS cinema di Gorizia con la finalità di studiare scientificamente i testi artistici dei new media con particolare attenzione agli aspetti audiovisivi. Sta preparando un saggio su Rez e collabora con videoludica.game culture..
Nota: Il testo completo è disponibile come allegato PDF in questa stessa pagina.
Devi essere registrato per inserire delle tags
Commenti disabilitati

