Registrati | Password dimenticata
A/A/A
Invia a un amico Stampa screen
Rss
09 07 2007

Saggio: Arte Degenerata. Il "caso" Operazione Pretofilia

di Domenico Quaranta
thumb_522.gif Nota: il saggio e' disponibile anche in formato PDF in basso a destra

Arte Degenerata. Un commento a margine del caso "Operazione: Pretofilia" di Domenico Quaranta

"Il videogioco 'Operazione: Pretofilia' è stato rimosso da questo sito." Chi ha seguito il caso sin dall'inizio temeva da qualche giorno l'apparizione del banner nero che è effettivamente apparso, il 30 giugno 2007, sul sito Molleindustria. Il banner in questione è il prodotto di una vicenda complessa e inquietante, che merita di essere raccontata in tutte le sue articolazioni.

Tutto comincia sabato 23 giugno, quando Molleindustria, nota factory di game design alternativo, pubblica - in occasione della giornata internazionale dell'orgoglio pedofilo - un gioco in Flash ispirato al documentario Sex Crimes and Vatican, prodotto dalla BBC e trasmesso fra molte polemiche in Italia da Michele Santoro il 31 maggio scorso. Il gioco fa indossare al giocatore i panni di un "Agente Silenziatore" inviato dalla chiesa per contenere l'attenzione mediatica attorno al caso dei preti pedofili. L'agente ha il compito di intimidire le vittime e i testimoni delle violenze per evitare che essi denuncino i preti alle forze dell'ordine, e di distrarre queste ultime prima che esse possano procedere all'arresto.

Il gioco mette in scena, secondo modalità già sperimentate con successo da Molleindustria in McDonald's Videogame (2006), una pratica resa popolare dal collettivo americano The Yes Men, e da loro definita "correzione identitaria": l'attivista (in questo caso, il giocatore) si appropria dell'identità della realtà - istituzione o azienda che sia - fatta oggetto della contestazione; identità che viene estremizzata in alcuni suoi aspetti in modo tale da rivelarne la "vera" natura, solitamente celata dietro i complessi sistemi di auto-rappresentazione che ogni azienda e istituzione conosce bene.

In McDonald's Videogame si trattava di dimostrare che la grande multinazionale dell'alimentazione, per rendere efficiente il suo complesso modello di marketing, non poteva far altro che macchiarsi di diversi crimini contro l'ambiente, la salute, la società: abbattere foreste, intervenire geneticamente sui mangimi, mobbizzare i dipendenti, e così via. Operazione: Pretofilia prende spunto dall'ipotesi - tutt'altro che infondata - che la Chiesa Cattolica abbia cercato di stendere sul caso dei preti pedofili un velo di silenzio, nel tentativo di mettere a tacere uno scandalo che ne sta minando fortemente la credibilità di fronte ai fedeli.

Si può, ovviamente, essere in disaccordo con questa tesi. Si può anche obiettare sulla opportunità di far circolare, in una fase in cui il dibattito su queste questioni è già abbastanza caldo, un gioco così irriverente. Si può infine, come fa il giornalista che ha intervistato Molleindustria per il quotidiano francese Libération (27 giugno 2007), obiettare sull'opportunità di trattare questi temi in un videogame. Ma questo non basta - non dovrebbe bastare - a indurre il Governo di un paese democratico a prendere provvedimenti per togliere dalla rete un sito Web. E infatti non è bastato.

La guerra all'arte

La CADL (Catholic Anti-Defamation League) è una Onlus fondata a Ferrara il 9 maggio 2007. Secondo il suo statuto, "Scopo principale dell'Associazione è la difesa dei diritti civili dei Cattolici; la promozione della storia, della cultura, della vita e del magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e dei suoi membri, del Romano Pontefice, della Sacra Gerarchia." Il modello è offerto dall'analoga associazione ebraica, destinata, secondo le parole di Vittorio Messori, a "ristabilire le verità storiche deformate, senza peraltro pretendere alcuna censura o privilegio, bensì soltanto la possibilità di rettifiche basate sui dati esatti e sui documenti autentici."

Su queste clausole di Messori dovremo tornare. Per ora facciamo notare che, fra le cause maggiormente sostenute dall'associazione ci sono due recentissimi casi "artistici": quello della mostra La Madonna piange sperma, organizzata dalla Associazione Arcilesbica di Bologna e annullata per vilipendio alla religione, e quello del balletto Messiah Game, una rivisitazione sadomaso della Passione di Cristo proposta dalla Biennale di Venezia (sezione Danza).

La cosa più interessante, per noi, è che questi eventi hanno spinto il Presidente dell'Associazione, Pietro Siffi, ad alcune interessanti considerazioni critiche, riversate in un articolo dal titolo "Perché questa 'arte' non può non essere sovversiva" pubblicato giovedì 21 giugno sul quotidiano Il meridiano. Scrive Siffi: "Siamo tutti artisti, quando l'arte è intesa non come imitazione del bello e specchio del vero e del buono: sono artisti gli inscatolatori di deiezioni, gli imbottigliatori di evacuazioni, i creatori del nulla, gli imbrattatele, i provocatori dell'ovvio e - non ultimi - i vigliacchetti col dentino avvelenato contro Santa Romana Chiesa, la quale è maestra di Verità tanto quanto lo è di vera arte, di civiltà e di cultura."

E prosegue: "L'umile artigiano che cesella nella bottega del paese più remoto un calice per la Messa si unisce in spirito a Cellini, ed entrambi offrono il loro tributo a Dio, secondo i doni ricevuti; la loro è vera arte, perché si sublima e si santifica al servizio del sommo Bene, del santo Vero, del Bello per sé stesso.

Viceversa la 'sindrome dello spretato' di certi falliti dimostra che la proscrizione dal santuario delle arti - per incapacità, per miseria morale, per impotenza creativa e soprattutto per il rifiuto di avere come principio e fine il Sommo Artista della creazione - produce per reazione un'inclinazione al brutto e al falso, avendo come principio e fine il Male. [...] Non stupisce che le creazioni di questi sedicenti artisti siano ripugnanti: sono il risultato e lo strumento della sovversione di qualsiasi riferimento morale. Inevitabile quindi che la musica risulti inascoltabile, il dipinto o la scultura inguardabile, lo scritto illeggibile, la pièce teatrale insopportabile. E se si sconfina nel sacro, l'irrisione, la bestemmia e il sacrilegio ne sono il frutto coerente." Osservazioni interessanti, che mettono in discussione quasi tutta l'Arte prodotta nel mondo occidentale dalle avanguardie in poi. Chi oserà contestarle?

Se Hitler fosse un artista

Sul sito dell'Associazione si rinviene anche un altro messaggio di tema artistico, risalente al 28 luglio: "Se Adolf Hitler fosse stato un artista - con buona pace della Comunità ebraica e delle vittime degli eccidi di cui egli fu responsabile - avrebbe potuto agire indisturbato, poiché la sua attività sarebbe stata considerata'insindacabile espressione artistica' e protetta dalla 'libertà di espressione'? Avrebbe forse trovato strenui difensori in quanti, oggi, si lavano pilatescamente le mani davanti alla scandalosa bestemmia dello spettacolo Messiah Game?"

L'ironia involontaria dell'osservazione consiste nel fatto che Adolf Hitler È STATO un artista, più precisamente un pittore di cartoline (per lo più, raffiguranti chiese e Madonne col bambino); e che i sostenitori dello spettacolo Messiah Game sarebbero - ai tempi di Hitler - probabilmente finiti ad Auschwitz, con un bel triangolo rosa cucito sulla camicia. Ma mi fermo qui: non vorrei che si pensasse che io creda che il fatto che Hitler fosse cattolico vada a ledere in qualche modo la dignità della Chiesa. Non lo credo, come non credo che lo facciano i preti pedofili. Preferisco parlare di arte, di libertà di espressione, di censura. La Fondazione La Biennale di Venezia ha difeso il suo spettacolo, comunicando al Governo che le proprie scelte "debbono conformarsi al primo scopo statutario della Biennale di Venezia, che è quello di assicurare piena libertà di idee e di forme espressive". Di fronte a un problema analogo, la piccola game factory Molleindustria non ha potuto far altro che autocensurarsi, nella speranza che la propria attività in rete non venga sospesa.

Pedopornografia a mezzo Internet

Operazione: Pretofilia viene rilasciano in Internet il 23 giugno 2007. Don Fortunato Di Noto, definito dalla CADL "il più grande e credibile combattente", nota il gioco e lo denuncia alla Polizia Postale. La CADL e il quotidiano Avvenire danno pubblicità all'iniziativa, mentre il capogruppo UDC alla Camera Luca Volonté si fa promotore di una interrogazione parlamentare. Secondo la CADL, "l'aspetto inquietante, ed estremamente diseducativo, del videogioco è che anziché dare una valenza negativa alla presunta pedofilia del clero, si fa in modo che il giocatore si immedesimi nel ruolo dell'agente silenziatore, portandolo ad assumere comportamenti moralmente negativi." In altre parole, il gioco sarebbe diseducativo perché attribuisce una valenza positiva alla presunta pedofilia del clero.

Quanto a Volonté, nel richiedere l'immediato oscuramento del sito si appella alla legge 38/2006, dal titolo "Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet". La legge dedica un articolo alla cosiddetta Pornografia virtuale, specificando tra l'altro: "Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali."

In altre parole, un gioco online che denuncia la pedofilia in generale e i preti pedofili in particolare sarebbe diseducativo perché non condanna la "presunta pedofilia del clero", e censurabile perché un parlamentare ha confuso con la realtà una animazione grafica in Flash estremamente semplificata e chiaramente satirica. Un equivoco degno della migliore tradizione comica, ma che purtroppo non deve essere sembrato tale al Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Paolo Naccarato, il quale, nella Seduta n. 179 del 28 giugno della Camera, ha dichiarato: "In relazione al sito che ha pubblicato il gioco in questione, quest'ultimo è già da alcuni giorni all'attenzione del servizio postale e delle comunicazioni del Ministero dell'interno ed, in proposito, è stata informata l'autorità giudiziaria di Catania, poiché la prima segnalazione del predetto sito è stata raccolta dal servizio di polizia postale di tale città. Nel contempo, si sta cercando di rimuovere la pagina web del server dove la stessa è ospitata, server che, dai primi accertamenti, risulta collocato negli Stati Uniti d'America."

A essere onesti, varrebbe la pena di chiedere al Governo di oscurare anche il portale culturale di Libération e il sito della stessa CADL, che da qualche giorno rendono visibili alcune schermate del gioco incriminato, e come tali sono colpevoli di "pedofilia virtuale".

Senza pretendere censura o privilegio

".[...] Senza peraltro pretendere alcuna censura o privilegio, bensì soltanto la possibilità di rettifiche basate sui dati esatti e sui documenti autentici", scriveva Messori nell'articolo (Corriere della Sera, 31 gennaio 2007) citato nella presentazione della CADL. Nulla di tutto questo si rinviene nel caso Operazione: Pretofilia. I motivi legali che dovrebbero portare all'oscuramento del sito non sussistono, e sono chiaramente un pretesto per mettere a tacere una tesi scomoda: quella della copertura data dall'autorità ecclesiastica ai preti pedofili. Metterla a tacere dove possibile: ossia andando a colpire la piccola game factory italiana piuttosto che il grande network inglese.

D'altra parte, l'attacco rivolto dalla CADL a Molleindustria non si basa certo su "dati esatti e documenti autentici", ma sul tentativo di screditare l'intera strategia intellettuale che sta dietro al progetto, e di dimostrare l'atteggiamento "anticattolico" di tutti - o quasi - i giochi prodotti dalla factory. Non solo: l'articolo a cui stiamo facendo riferimento (intitolato "L'anticattolicesimo non si esaurisce nel vilipendio" e pubblicato sul sito dell'Associazione il 28 giugno dal Presidente Siffi) parla di "seminatori di calunnie", "perversione dell'intelletto", "giochi immorali e perversi", "progressismo intriso di principi massonici e di pansessualismo", "pericolosità sociale di queste forme di manipolazione delle coscienze" e definisce "idioti più o meno imberbi" i giocatori che si sono divertiti e hanno riflettuto sui giochi di Molleindustria. Infine, espone una fotografia di Paolo Pedercini, docente di comunicazione multimediale presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e membro fondatore di Molleindustria, in una forma di pubblico linciaggio.

Ma tutto ciò non è ancora la cosa più grave. La cosa più grave è che nella teoria che soggiace alle parole di Siffi, e alla pratiche di chi ha bloccato la mostra di Bologna, chi vuole oscurare il sito di Molleindustria e chi ha tentato di censurare l'evento veneziano, ci sono tutte le premesse di una crociata contro tutta la cultura - interna o esterna al cattolicesimo - che ha criticato alcuni aspetti della Chiesa Cattolica o che ha espresso idee non conformi con la morale cattolica. Faccio solo qualche nome: Dante, per i numerosi ecclesiastici che mette all'Inferno; Pietro Verri, per le Osservazioni sulla tortura; Voltaire, per il Trattato sulla tolleranza; Hieronymus Bosch, per la scrofa vestita da suora; tutta l'arte contemporanea, nella misura in cui non è (nelle parole di Siffi) "imitazione del bello e specchio del vero e del buono". Che si tratti di buona o cattiva arte, in questa sede è irrilevante: l'importante è che non la si etichetti come "arte degenerata", come ha fatto un signore già nominato in questo articolo, e non la si cancelli come tale. Forse quella di Molleindustria è una piccola battaglia; forse il suo videogioco è veramente disgustoso e blasfemo. Ma forse, difendendolo, potremmo difendere tante altre cose a cui teniamo molto, molto di più.

Post Scriptum

Questo articolo è stato scritto domenica 1 luglio, sull'onda emotiva dei fatti riportati. Per una settimana è rimasto sul mio computer, in attesa di una pubblicazione che non arrivava mai. In questi giorni sono accaduti diversi fatti bizzarri. Lunedì 2 luglio il sito della CADL è stato inaccessibile per qualche ora, a causa di un presunto "attacco di hackers" (sic!). Intanto, la rete si è attivata, e i mirror del gioco sono spuntati come funghi. Fra questi compariva anche un falso sito di Luca Volonté, lucavolonte.eu, messo in rete da un non meglio specificato gruppo immaginario Les Liens Invisibles.

Oggi il sito - che rendeva accessibile il gioco - risulta sotto sequestro preventivo ad opera della Polizia Postale. Il 3 luglio il collettivo Autistici/Inventati ha denunciato la sospensione del servizio Noblogs, che risiedeva su un server americano, a causa di alcuni blog che mettevano a disposizione il videogioco. L'allarme è rientrato qualche ora dopo, quando il servizio è tornato online e il provider americano ha comunicato: "Abbiamo esaminato il contenuto che avete pubblicato con l'assistenza di un consulente legale esperto di diritto statunitense. Il contenuto è legale."

Quindi il gioco incriminato è legale, almeno secondo il diritto statunitense. Forte di questo riconoscimento, e di un articolo di Punto Informatico che smonta l'accusa di pedopornografia (spingendosi addirittura a dichiarare "illegale" l'intervento del Governo), il 4 luglio Molleindustria ha rimesso online il gioco in forma "censurata" e accompagnato da un sarcastico disclaimer.

Questo esito parzialmente positivo non cambia nulla della sostanza di quanto avvenuto: un fatto che, credo, non va letto come un caso di censura rientrata, né come una piccola battaglia fra due diversi estremismi. Il caso Operazione: Pedofilia, assieme a quelli che lo hanno preceduto, va visto come la testimonianza del riemergere di una visione dell'arte (nel senso più ampio del termine) che si sperava sepolta da decenni. Una visione che, affiancando alle sue posizioni più radicali diversi luoghi comuni, ottiene credito tanto nell'opinione pubblica, quanto presso le istituzioni. Con questi presupposti, se non se ne prende atto in tempo, la situazione non può che aggravarsi.

Con quali conseguenze?



Link: Operazione Pretofilia

Link: Molleindustria

Link: Molleindustria intervistata da Libération

Link: Catholic Anti-Defamation League (CADL)

Link: Censura: Operazione Pretofilia Oscurato

Link: Luca Volonte'

Link: Noblogs

Link: Punto informatico su Operazione: Pretofilia

Link: "Sia fatta la sua Volonte'" di Paolo Pedercini


Devi essere registrato per inserire delle tags
Commenti disabilitati