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07 11 2006

Profilo: Damiano Colacito

di Matteo Bittanti
434.jpg La riflessione di Damiano Colacito si concentra sul mediascape contemporaneo, nelle sue declinazioni piu' eterogenee. Una delle principali preoccupazioni dell'artista poco piu' che trentenne e' la fenomenologia dei media, il visibile ed il rapporto tra rappresentazione e realta'.

Nella seconda meta' degli anni novanta, Colacito comincia a collezionare i flussi di immagini provenienti dalle webcam collegate alla rete e ne riproduce alcuni quadri sulle antenne paraboliche, portale tra il dentro e il fuori, il vicino e il lontano. Quindi, nel 2001, pone a tema la liasion incestuosa tra tecnologia e religione con una installazione dal titolo W.W.W. composta da un oggetto da lui appositamente costruito in legno tamburato (una sorta di "inginocchiatoio-mouse', denominato appunto Kneeler Mouse). Genuflettendosi, l'utente attiva un computer sul quale e' stata memorizzata una funzione religiosa diffusa in rete. W.W.W. viene presentata a Bologna nel corso della manifestazione INTERCITY.

Sempre nel 2001, Colacito presenta, per il terzo anno consecutivo, una stampa a grandezza naturale intitolata Messiah che viene incollata sulla pavimentazione dell'atrio centrale della stazione ferroviaria di Bologna. L'area fisica dell'atrio si trasla nel desktop virtuale di un computer: Messiah riproduce in scala il cursore a forma di clessidra del puntatore del mouse. Il culto tecnologico nella sua espressione messianica e salvifica. Tecnologia/teologia/teleologia.

Colacito crea corto-circuiti epistemologici giustapponendo l'ultramoderno e il passato remoto. Nel 2002, l'artista prende parte alla mostra collettiva Beyond the Edge installando antenne paraboliche all'interno delle antiche sale della Rocca Malatestiana di Montefiore Conca.

In tempi piu' recenti, Colacito fa ricorso al medium videoludico. La sua prassi artistica e' paragonabile a quella del tedesco Aram Bartholl, in quanto consiste nel dare forma tangibile a cio' che, per definizione, e' transeunte e fluttuante. Colacito e' particolarmente affascinato dallo sparatutto in soggettiva, un genere videoludico in cui si realizza una perfetta fusione tra visione e distruzione. L'FPS, come abbiamo scritto altrove, rappresenta il punto di arrivo di un'evoluzione dell'ottica e dell'aptica. Ha dichiarato Colacito: "La storia della tecnologia occidentale è la storia del perfezionamento della visione fisica, più che metafisica, come accade in altre culture. Vedere che corrisponde ad un guardare che è già voyeurismo" (Damiano Colacito in un'intervista rilasciata a Luca Panaro). Nello sparatutto in soggettiva, tuttavia, la dimensione del voyeurismo lascia spazio al protagonismo fallico dell'occhio che uccide. Il solipsimo dell'eye-for-an-I.

In occasione della collettiva "AC/DCC", Colacito presenta una serie di oggetti 'tratti' da Return to Castle Wolfenstein (2001), seguito/remake di Wolfenstein 3D. Parlando del capostipite degli FPS nel volume antologico Gamers (Mondadori, 2006), Alessandra C. ha scritto: "Ho finito Wolfenstein 3d in una notte. Ho mangiato sbobba per cani per recuperare punti vita, ho scoperto passaggi segreti zeppi d'armi e munizioni e sono arrivata al boss finale alle cinque e venti del mattino. Lo scontro A. Hitler vs. BJ Blazkowicz, fortezza di Wolfenstein vs. Texas, non si ridusse a un'epica battaglia, ma rappresento' la genesi del mio nuovo immaginario" (p. 354). Colacito ha dato forma concreta a questo immaginario, restituendo consistenza materica alle armi, oggetti e scenari di Return to Wolfenstein. Ha prodotto med-kit, fucili e carriarmati a grandezza 'naturale'.

Il videogioco, per sua natura, tende a uscire dallo schermo per colonizzare il mondo tangibile: Colacito sembra voler accelerare un fenomeno inevitabile. Per l'happening artistico collettivo WG'S (settembre-ottobre 2006) Colacito (ri)costruisce la barricata di un videogame all'interno di un appartamento nel centro di Reggio Emilia. L'ennesima conferma che l'estetica di Call of Duty ha lasciato un segno profondo nella psiche collettiva.

Damiano Colacito è nato nel 1973 ad Atri (Te). Vive e lavora tra Bologna e Pescara.

Link: Intervista a Damiano Colacito

Link: Kneeler-Mouse di Damiano Colacito


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