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04 02 2006

Commento: McDonald's Videogame

di Paolo Ruffino
thumb_45.jpg Cos'è esattamente che vuole criticare il nuovo gioco di Molleindustria, McDonald's Videogame?

Probabilmente è quel nonsense che si viene a creare quando la catena di cause ed effetti si interrompe, e questo avviene in coincidenza con la schermata dedicata al management. Aumentare i capi macellati aumenta gli hamburger prodotti, questo fa aumentare i consumi, che a loro volta portano un aumento del capitale. Questo può portare ad un aumento dei mezzi di produzione, che siano terreni o forza lavoro, o a tappare la bocca a qualche oppositore, ma sono tutte scelte che riavviano il circolo per andare a finire di nuovo in quella quarta imbarazzata schermata: di fatto l'accumulo è finalizzato a se stesso.

Non ne consegue niente, i soldi aumentano e basta. Non rientrano in nessun ciclo, e questo è sempre più difficile da accettare da che la cibernetica ci ha abituato alla ricorsività. Ma questo è forse un altro discorso ancora. Il punto, su cui si gioca la critica di Molleindustria, è nello scopo del gioco: aumentare il capitale il più possibile. Ma non c'è un tetto massimo e pertanto il gioco è potenzialmente infinito, un po' come The Sims.

Caso vuole che in un precedente saggio il sottoscritto abbia utilizzato la tesi della McDonaldization di Ritzer per descrivere il gioco di Wright. Notavo come i principi alla base della catena di fast food siano di fatto anche i principi che regolano The Sims: tutto è calcolabile, ogni azione è prevedibile nei suoi effetti che sono a loro volta garantiti dall'efficienza di un sistema dove tutto è sotto controllo. Ma questo è possibile solo nel momento in cui abbiamo razionalizzato ogni elemento, e dunque è avvenuto quel disincanto di cui parlava Max Weber.

E proprio di disincanto è accusata McDonald, ormai sinonimo di marciume capitalista consumista e quant'altro. Nel momento in cui il villaggio indigeno è raso al suolo per tracciare i confini di un territorio piano, diventato dunque unità di produzione, si avverte la perdita dell'incanto dovuta all'applicazione dell'unità di misura, del modulo valido universalmente. Non è di certo modulare invece il piatto tipico del luogo, che al contrario è imprevedibile, fuori controllo e non calcolabile nella quantità. Negli agriturismo della slow food, la cui nascita e crescita in Europa segue di pari passo proprio quella dell'avversario, è ancora possibile che la pasta venga scotta, e che le porzioni non siano pari, o che il sugo, lì, venga fatto con anche i pezzettini di carne che mia zia, pensi, non usava affatto.

Riassumendo, se si ricerca unicamente l'aumento di capitale, bisogna innanzitutto trasformare i luoghi in spazio rendendo il tutto calcolabile, prevedibile, efficiente e sotto controllo (Ritzer), e dunque permettendo il disincanto weberiano. L'espansione, in questo modo, non solo diventa possibile ma diventa anche potenzialmente infinita, perché è sempre possibile aggiungere una unità, arrivare un gradino più in alto.

Prendete il paragrafo appena letto e sostituite "high score" a "capitale": et voilà, si sta parlando del videogioco. Se un passo decisivo della modernità è dovuto a Galilei, quando dice che il libro della natura "è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche", il videogioco rappresenta il momento in cui si decide di prendere alla lettera il fisico, e fare di fatto un mondo scritto coi numeri. Ma in questo preciso istante si mette anche in luce l'impossibilità di ridurre il mondo a videogioco, come non si può ridurre la sfera a piano, il globo a mappa (Farinelli 2003). C'è sempre un punto che ne resta fuori, che nel caso dell'opera di Molleindustria è, per dirla con parole povere, a cosa servano i soldi accumulati. È proprio risvegliando le coscienze su questo senso finale mancante, che sembra alimentare certo capitalismo attuale, che l'opera funziona.

Certo resta un'ultima osservazione. Se quanto scritto sopra si applica a qualunque videogioco, il caso che si analizza qui è solo più esplicito degli altri. In altre parole, se questo è un videogioco politico, ogni videogioco lo è.

Link: McDonald's Videogame (fruibile gratuitamente)

Riferimenti bibliografici

Farinelli Franco (2003), Geografia, Torino, Einaudi
Ritzer George (2002), McDonaldization: The Reader, Pine Forge Press
Ruffino Paolo (2005), Studiare The Sims (McDonaldization of Life, videoludica.com.


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