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17 11 2006

Atti: Rule of Rose al parlamento italiano

di Paolo Pedercini
Uno dei vantaggi che derivano dal vivere in uno stato democratico negli anni duemila è quello di poter visionare facilmente le attività dei legislatori. Sul sito della camera è possibile consultare la trascrizione dell'informativa del ministro della giustizia Clemente Mastella sui videogiochi violenti. L'iniziativa è stata presa a seguito delle polemiche suscitate dall'articolo di Panorama sul gioco Rule of Rose le cui distorsioni e risvolti scandalistici sono stati ampiamente discussi su videoludica.

Martedi 14 dicembre, la camera dei deputati interrompe la discussione della legge finanziaria con un dibattito sui videogiochi. Non si parla dell'istituzione del "gruppo di studio di alto livello professionale e intellettuale" annunciato dal presidente della camera Bertinotti ma di "iniziative volte ad impedire la vendita di videogiochi che stimolano la violenza".

Il postulato è chiaro, certi videogiochi stimolano la violenza, si tratta solo di prendere provvedimenti. A dire il vero non si può nemmeno parlare di dibattito visto che tutto l'arco parlamentare concorda con la gravità della situazione.

Vale la pena di dare un occhiata a questi documenti per capire che la politica non è - come si spesso si dice - lontana dalla gente. I nostri pagatissimi rappresentanti, al di là del linguaggio forbito, non intavolano conversazioni diverse a quelle che si possono udire in qualsiasi bar, mercato o luogo frequentato da signori e signore di mezza età.

Cercherò di riassumere lo svolgimento dell'Informativa Urgente estrapolando i passaggi più rappresentativi che sono al tempo stesso i più divertenti e quelli che mi hanno fatto più tenerezza.(Testo completo per gli insonni)

Inizia la sessione Clemente Mastella che si riferisce a Rule of Rose col termine "gioco" o "video" senza un criterio apparente:"Il video è stato ritenuto dal PEGI - il sistema europeo classificatore dei videogiochi - visionabile da ultrasedicenni.". D'altronde il ministro Mastella funziona su campi semantici tutti suoi, nell'intervento parla di materiale pornografico, pornografia virtuale e chat. E il dibattito si avvia rapidamente verso i massimi sistemi. Non si può certo impedire la vendita di videogiochi violenti senza disquisire sul tema della violenza, sull'infanzia e sulla natura umana.

Dorina Bianchi dell'Ulivo delinea il "nuovo fenomeno" di adolescenti autori di violenza nei confronti dei coetanei, che crede sia da rapportarsi all'uso indiscriminato dei videogiochi, "una nuova forma di dipendenza, una delle più insidiose".

Secondo Dorina "C'è il rischio concreto di creare per questa via degli adulti precoci, sviluppando i tratti aggressivi della psiche e anticipando in maniera innaturale quelle che sono le tappe fisiologiche dello sviluppo caratteriale.". Il concetto è che la violenza è una componente psicologica naturale che si acquisisce gradualmente con lo sviluppo fisiologico dell'essere umano. Il problema sono più che altro i bambini che assomigliano troppo in fretta agli adulti. E la signora Dorina non parla certo a sproposito:

"Lo spirito di osservazione di madre mi riporta due immagini che molto frequentemente riscontriamo, noi genitori, guardando un bambino davanti ad un videogioco: lo stato di forte partecipazione emotiva che porta il bambino ad estraniarsi dal mondo esterno, perché completamente catturato dalle sequenze che corrono davanti a lui, e i gesti e le parole successivi alla fine del gioco, che riprendono fedelmente quelli visti e ascoltati sul video".

Scrosciano gli applausi sulla suggestione dei piccoli adulti robotici, è la riscossa delle mamme!

Titti de Simone di Rifondazione Comunista tenta un approccio più calibrato: "penso che dovremmo fare molta attenzione, perché tutto ciò non ha niente a che fare con il mondo dei ragazzi e dei minori, ma, purtroppo, ha molto a che fare con quello degli adulti, perché sono questi ultimi che producono la violenza collettiva, che stanno a capo di questo mercato e di questo profitto e che lucrano sulla trasmissione di questi messaggi.". L'intervento estende il campo alla violenza che pervade la società, in particolare a quella sulle minoranze. De Simone si agganciancia al video comparso su Google del pestaggio di un bambino down, che diventerà un ritornello per il resto della sessione.

Luca Volontè dell'UDC fa un'acuta precisazione "la relazione è duplice: c'è la violenza riprodotta nei videogame e c'è la violenza indotta dai videogame (in questo modo vengono commercialmente chiamati tali prodotti che, in realtà, educano a delinquere e alla violenza)".

Nel caso la relazione causa effetto fosse poco chiara è pronto un esempio che ricorda da vicino quello del battito d'ali della farfalla che provoca uragani in Texas: "Ne vorrei citare un altro, accaduto qualche giorno fa, e che non ha avuto le cronache dei giornali nazionali, ma solo di quelli locali; è la testimonianza di alcuni giovani che, giocando ad un videogame che insegna a fare i bulli - teenager che picchiano i loro coetanei, portatori di handicap o meno, i fratelli più giovani e gli anziani -, guadagnano dei punti. Il giorno dopo, in una scuola, in una compagnia di giovani adolescenti di Ferrara, viene picchiata una ragazza perché avrebbe guardato un ragazzo."

Panorama non solo setta l'ordine del giorno del palamento, ma è l'unica ed indiscussa autorità sul caso. Chiaramente le sottigliezze del reportage del settimanale possono non essere colte da tutti, quindi è opportuno semplificare ulteriormente:

"A ciò aggiungiamo, come abbiamo appreso da alcuni quotidiani, l'arrivo, nei prossimi giorni, del gioco Rule of rose (le regole della rosa); si tratta di un nome simbolico che lascia immaginare cose belle; in realtà, significa prendere una compagna di classe, chiuderla in una bara e seppellirla viva".

Carolina Lussana della Lega Nord riprende il tema del fanciullo violato: "Allora, è proprio vero che c'è una realtà degli adulti che vuole contaminare l'innocenza, lo spirito genuino e l'ingenuità dei nostri bambini e su questo noi effettivamente dobbiamo interrogarci. [...] Non vorrei rimpiangere le favole di Andersen o dei frateli Grimm, ma lì c'era un mondo di valori, dove si parlava di anziani, dove si parlava di sacrifici per avere successo nella vita."

Breve richiamo sui valori e l'immaginario delle favole dei fratelli Grimm: il principe sposerà chi riuscirà ad indossare la scarpetta di Cenerentola. Le malvagie sorellastre decidono di amputarsi il tallone e l'alluce per entrare nella calzatura. Il principe si accorge dell'inganno dal sangue che sgorga dalla scarpetta. Cenerentola diventa sposa del principe.

Ho scoperto che i leghisti non sono populisti solo davanti alle telecamere delle campagne elettorali. Coniare slogan, per loro, deve essere una specie di hobby: "Tolleranza zero, contro chi vuole corrompere e contaminare l'innocenza dei bambini "

Silvana Mura dell'Italia dei valori da il suo contributo all'annosa questione della definizione del concetto di gioco. Rule of Rose "È un prodotto che, proprio per i suoi contenuti estremi, è difficile definire gioco.". Non parla a sproposito, a differenza dei suoi colleghi Silvana si è documentata bene: "È ormai provato da studi scientifici come i videogiochi più sofisticati possano provocare in alcuni soggetti una totale dipendenza e, in alcuni casi, addirittura un completo distacco dalla realtà"

Sentire Sergio D'Elia della Rosa nel Pugno è un sollievo. Dopo aver accusato la retorica inaccettabile attacca la radice della questione, il famigerato articolo di Panorama. "Ebbene, credo che dal punto di vista metodologico sia inaccettabile che l'Assemblea sia costretta a discutere materie sulla base di ciò che viene scritto dai giornali. C'è, insomma, un'agenda dei lavori parlamentari che viene in qualche modo dettata dalle notizie che diffondono le agenzie o pubblicano i quotidiani: ritengo che sia un modo per non far lavorare il Parlamento sulle questioni serie."

Sergio D'elia verrà applaudito solo dagli sparuti compagni di partito e dai rappresentanti dei Verdi, il suo agile intervento interrompe la gaia atmosfera bipartisan. "Da questo punto di vista forse vanno educati più che i bambini, più che i minori, gli adulti, mentre i minori vanno tutelati dagli adulti anche rispetto ad approcci educativi a sfondo repressivo: infatti, cosa si chiede ai genitori se non proibire ai propri figli di comprare un videogioco? Ebbene, non è certo sul piano della criminalizzazione che si può affrontare un fenomeno come quello di cui stiamo discutendo."

A Luigi Cancrini va la palma dell'originalità per il merito di tirare in ballo anche l'inusuale argomento del wrestling: "[i videogiochi e] il wrestling eccitano la fantasia del bambino verso un'identificazione con l'aggressore e non con la vittima, e postulano una possibilità per lui di diventare violento, come reazione di difesa.". Apprezziamo il quasi settantenne Luigi che quantomeno si sforza di qualificare la violenza.

Luana Zanella dei Verdi, fornisce un'altra boccata di ossigeno. "Bisognerebbe riprendere il testo, quanto mai attuale, di René Girard La violenza e il sacro per capire l'origine della violenza nella nostra società. In quest'opera - volendo sintetizzare al massimo - si afferma che ogni civiltà nasce da un atto violento. La violenza mimetica collettiva si scatena e sacrifica la vittima innocente. Il capro espiatorio fa acquisire identità alla comunità sacrificante. Ritengo, quindi, che non sia utile cercare scorciatoie, semplificazioni, alibi comodi alla fatica e alla difficoltà, anche oggi riconosciuta in molti interventi, di leggere con rigore e competenza la realtà. [...] C'è un codice di autoregolamentazione, delle autorità che predispongono una sorta di vigilanza. Esistono già questa leve con cui si può agire."

La discussione termina in bellezza con l'intervento di Sandra Cioffi dell'Ulivo nonchè segretaria della Commissione parlamentare per l'infanzia:

"Oggi parliamo di Rule of Rose, ma perché non ricordare che sono per esempio già in commercio dei videogiochi come Il gran ladrone, nel quale il boss di turno premia il ragazzo che si fa dare il pizzo dalla gente? Ciò ci deve far riflettere, proprio in questo periodo in cui si parla tanto di criminalità a Napoli e in altri paesi."

Ringraziamenti e saluti. I lavori sulla finanziaria riprendono dopo la pausa.


Link: Testo completo degli atti parlamentari

Link: Resoconto sommario in PDF

Link: Bertinotti contro i videogiochi, da Molleindustria.it

Link: Panorama e Rule of Rose

Link: Commento di Matteo Bittanti

Link: La risposta di GameCon

Link: Lettera Aperta ad Anna Serafini

Link: Traduzione in inglese degli atti


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